Testi e foto sono di mia proprietà, se non diversamente indicato. Se volete usarli siate gentili ed indicate come fonte Nel sud del nord e magari comunicatemelo :-) Grazie!

domenica 26 febbraio 2017

Mi muovo

Un'altra passeggiata, questa volta nella direzione opposta, 80 minuti cercando di tenere la testa dritta. Il collo e la ferita tirano quindi tendo a stare incurvata e se non voglio "procurarmi" una gobba già a quest'età 😉 allora devo impegnarmi a camminare dritta.

Piovigginava ma non è stato un problema. La neve è praticamente sparita, come sempre restano mucchi qua e là ma ormai ci sono segni chiari dell'arrivo della primavera, così sono riuscita un'altra volta a vedere i bucaneve e anche i piè di gallo 😊.

Bucaneve - Snödroppe

Piè di Gallo - Vinterjäck

Domani vado in ospedale. Oggi pensavo un po' alla situazione. A causa di questa nuova infezione io, i medici e le infermiere ci siamo concentrati sulla ferita aperta e infetta ed il resto lo abbiamo "dimenticato". Il resto sarebbero i miei fastidi alla deglutizione e il processo di cicatrizzazione interno. La notte dormo ancora male, mi sveglio spesso per i dolori. Ogni giorno c'è una novità, una sensazione diversa, un doloretto sconosciuto. Non vi dico in che modo innaturale starnutisco, è come se la pressione dello starnuto muoia prima di riuscire a farlo uscire dal corpo, mi muore in bocca e mi contorco. Prego solo il cielo che quando tornerò in ufficio non ci sia nessuno che mi attacchi un mal di gola o un raffreddore, sarebbe terribile in questo periodo, non voglio neanche pensarci. Tornando al processo di cicatrizzazione, mi hanno spiegato più volte che il processo sarà lungo, che hanno dovuto tagliare così in profondità che c'è un bel po' di "roba" che si deve cicatrizzare. Ma per me il punto è, come faccio a sapere che tutto sta andando nella direzione giusta? Nelle ultime visite non hanno controllato la gola, intendo con la camera via naso. Domani chiedo se non è il caso che facciano un altro giro "laggiù", giusto per farmi stare tranquilla, speriamo mi accontentino 😌.

Presto vedrò altri fiori 😊.

sabato 25 febbraio 2017

La prima passeggiata

Amo camminare, mi è sempre piaciuto, è come una terapia per l'anima. Certo potessi camminare tra le montagne del Trentino o dell'Alto Adige sarebbe fantastico ma mi trovo nel piattume fuori Kristianstad e dati gli eventi devo essere più che contenta di poter camminare, punto.

Una passeggiata, 25 febbraio 2017

Oggi ho fatto la prima passeggiata. Il 12 gennaio, quando già c'era qualcosa che non andava, ero uscita per un giro di corsa e quella era stata l'ultima volta. Il chirurgo di Lund mi aveva detto "fai del movimento" e ad alcune delle visite all'ospedale di Kristianstad mi hanno anche chiesto se avessi ricominciato ad allenarmi, mi sono domandata se mi prendessero per il c--o.

Tornata a casa dall'ospedale dopo l'operazione avevo provato con semplici esercizi di ginnastica ma non ha funzionato, posso fare solo piegamenti sulle gambe, sforzare la parte superiore del corpo quando gola, collo, orecchio e testa fanno male e "tirano" non funziona. Avevo rinunciato.

Poi è arrivato oggi ed è come essermi risvegliata. Più volte avevo detto al mio bello che sarei dovuta uscire a fare una passeggiata. Oggi mi sono sentita improvvisamente pronta ad affrontare il mondo esterno 😊!

Sono in corso i mondiali di sci di fondo che la televisione svedese trasmette in diretta, naturalmente. Mi sono goduta la gara delle ragazze, poi quella dei ragazzi e dopo è stato il mio turno, una "pattinata" tra la neve e ghiaccio rimasti.

Una passeggiata, 25 febbraio 2017

Ho camminato per uno dei miei giri di corsa, preso la strada verso il bosco e poi girato verso la vecchia ferrovia fino ad arrivare ad Öllsjö e poi prendere il sentiero illuminato, passato un ruscelletto e rigirato verso casa. Un'ora e mezza di camminata in un percorso che conosco bene e che di solito va molto più veloce. Ma non ho pensato alla corsa, è stato fantastico vedere tutto a velocità rallentata, sì camminare mi piace proprio ed incredibile non ho incontrato neanche una persona! Perfetto!

La strada verso il bosco
La strada verso il bosco

La vecchia ferrovia
La vecchia ferrovia

Ponte sul ruscello
Ponte sul ruscello

venerdì 24 febbraio 2017

WOW!

Ha nevicato durante la notte e quando stamattina ho aperto gli occhi eravamo di nuovo piombati in un paesaggio invernale.

Mattina appena svegliata, 24 febbraio2017

Che poi durante la giornata si è affacciato anche il sole ha solo reso il tutto più bello.

L'orto sotto la neve, 24 febbraio 2017

Io naturalmente sono stata in casa. Sono indietro con tantissime richieste per il taglio ed il fatto che in questi giorni sia un po' "svogliata" non velocizza le cose. La mia giornata di lavoro è stata piena di interruzioni, male alla nuca, al collo al lato sinistro, alla gola, e piega la testa, e fai un po di allungamenti per i muscoli della nuca, e riposa gli occhi che veramente non so cosa sta succedendo alla mia vista alla fine le ore sono passate veloci.

Il giardino con la neve, oggi 24 febbraio 2017

Questa settimana sono stata in ospedale solo due volte. I valori dell'infezione stando andando nella direzione giusta ma i medici mi hanno dato ulteriori giorni di antibiotici. La ferita è ancora aperta e butta, ma quanto liquido può ancora uscire, mi domando! Lunedi torno di nuovo in ospedale e ho comunicato al capo che anche la prossima settimana lavorerò da casa, mi trovo così bene che quasi quasi non ho più voglia di tornare in ufficio 😏.

mercoledì 22 febbraio 2017

Spunta l'aglio

Lavoro da casa. Non ho ancora messo piede in ufficio. A parte le uscite per andare all'ospedale per il resto mi tengo ben lontana dalla gente. Evito raffreddori, influenze e altro.

Lavorare da casa mi risparmia 70 km di macchina e un po' di tempo. Da qualche giorno la neve è sparita. Vento tremendo e pioggia hanno caratterizzato la giornata di oggi. Mi lamentavo del fatto che mi sembra che da dopo l'operazione la vista sia peggiorata, ne ho parlato anche con i medici ma ritengono che anche se fosse non ha niente a che fare con l'operazione. Il mio bello invece dice che dipende dal fatto che da un mese sono sempre al chiuso, tutto può essere e così oggi ho fatto un giro in giardino. Magari fa bene riposare gli occhi su quello che la natura offre, guardare lontano, altre distanze e godere di luce diversa.

22 febbraio in giardino

Ma i colori non sono un granché in questo periodo e il freddo fa essere poco piacevole la permanenza all'aperto. Ho dato un'occhiata all'aiuola sotto la quercia. È una delle aiuole che curiamo meno, è lontana da casa e quando i cespugli di lillà hanno le foglie allora quest'aiuola neanche si vede. Dovremmo invece dedicarle più tempo.

Aiuola sotto la quercia

Poi sono passata all'orto e lì ho visto che l'aglio è spuntato, è veramente arrivata l'ora di pensare alle altre semine, beh è presto per farle ma almeno posso cominciare a progettarle, che fa sempre bene avere qualcosa di bello a cui pensare 😊.

L'aglio nell'orto

martedì 21 febbraio 2017

Un mese fa...

...a quest'ora ero in rianimazione a Lund. La mattina ero arrivata al pronto soccorso di Kristianstad e finalmente l'infermiere di turno aveva capito la gravità della situazione e dando al mio caso la "Prio 1" aveva messo in moto un meccanismo perfetto che mi avrebbe portato alla salvezza, anche se io in quel momento non lo sapevo.

Mandano a chiamare il medico del reparto "orecchio, naso, gola" come si chiama in Svezia e nel mentre vengo portata in un'altra stanza dove le infermiere controllano i valori di febbre, pressione, battito cardiaco e prelevano il sangue. Il medico è giovane, fa passare una camera dal naso per arrivare alla gola e controllare, poi in barella mi portano a fare un tomografia ed a quel punto per lui la situazione era assolutamente chiara, si doveva operare, ci sarebbero stati dei rischi ma non c'era altra scelta, e si doveva fare anche di urgenza.

Vengo aggiornata sulla situazione, non che stessi morendo ma che sarei stata trasportata a Lund per un'operazione di urgenza e che non mi dovevo preoccupare perché ero in buone mani. Io a quell'ora ero già sotto l'effetto della morfina, che mi avevano somministrato dopo aver fatto tutti gli accertamenti, e la vita mi sembrava stupenda, mi sentivo benissimo 😃 non capivo, di cosa mi sarei dovuta preoccupare? Ormai stavo bene, nessun dolore, potevo pure andare a casa no?! Però ero attenta, ascoltavo e capivo tutto e conoscendomi avevo forse capito la gravità perché quando mi spiegarono dell'operazione non mi ero opposta, avevo accettato la cosa così come me la avevano detta, io, che metto sempre tutto in dubbio! E quando mi spiegarono i rischi non avevo battuto ciglio, erano solo da correre. Quel giovane medico aveva preso contatto con la clinica universitaria di Lund, fare l'operazione a Kristianstad sarebbe stato impossibile, non erano all'altezza, troppo alto il rischio che l'infezione sarebbe potuta entrare in circolo nel sangue e a quel punto non avrebbero avuto gli strumenti necessari per salvarmi. Anche a quella spiegazione non battei ciglio.

Vengo preparata per il trasporto in autoambulanza verso Lund. Ricordo che guidava veloce, chiesi all'infermiere che mi sedeva a fianco perché tanta fretta? Ormai stavo bene...ahh la morfina che esperienza 😊. Arrivata a Lund era già tutto organizzato. Altre analisi, altre visite, di nuovo giù con la camera attraverso il naso. Incontro i dottori che si occupano della narcosi, mi spiegano che al risveglio sarei stata in rianimazione e che se mi fossi svegliata con un tubo in bocca/gola non mi dovevo preoccupare, niente panico. Poi mi portano a fare la doccia, mi spiegano come mi sarei dovuta lavare e infine infilo una "camicia da notte", su una barella mi portano in sala operatoria. Cavolo quanta gente lì! Non capisco esattamente cosa fanno, poi vedo spuntare sopra la mia faccia una testa con una cuffia verde, "sarò io ad operarti" dice lui, "mi raccomando fai un buon lavoro, buona fortuna" dico io, mi mettono una mascherina su naso e bocca, cerco di chiedere "ma che è la narc".

Bucaneve

Sento delle voci dire "Oriana ora devi svegliarti, Oriana svegliati, Oriana è ora di svegliarsi". Io sveglia lo ero ed improvvisamente apro gli occhi e dico qualcosa. Ero viva e non avevo un tubo in bocca. Non so che ora fosse, credo ancora sera, ero attaccata ad un po' di macchine, peccato non essermi vista. Un'infermiera è stata seduta davanti a me tutto il tempo che sono stata in rianimazione! Mi veniva vicino, controllava i monitor, gli strumenti, misurava qualcosa, scriveva su dei fogli e ogni tanto "raccontava" la situazione ad un "registratore". Io avevo un dolore tremendo alla nuca, probabilmente dovuto alla posizione innaturale tenuta durante le ore in sala operatoria, non riuscivo a dormire, la cosa che mi disturbava di più oltre al dolore era la macchina che misurava la pressione, un cuscino intorno al braccio che si gonfiava in continuazione. L'infermiera continuava a ripetere al "registratore" che la mia situazione era stabile e che io ero tranquilla e cosciente, mi sembrava una buona cosa. Non c'è stato bisogno di rianimarmi e l'infezione non è andata in circolo, il giorno dopo mi hanno trasferito in reparto.

Questo un mese fa, ora combatto contro un'infezione minore, ancora non sono arrivati i risultati del prelievo e non si sa di quale batterio si tratti questa volta. Speriamo bene che così magari riesco a vedere ancora una volta i bucaneve, che ormai ci dovremmo essere 😍.

domenica 19 febbraio 2017

Non ho più scritto

Non ho più scritto perché non ho da raccontare che della mia malattia. Che poi non è neanche una malattia, perché in fondo di che sono malata??

Ne succedono una dopo l'altra e mi sembra che niente vada nella giusta direzione per ora. Lo so, ci vuole pazienza, ma allora non capisco come solo una settimana fa i medici mi dicevano che beh non c'era più bisogno di incontrarci, che ormai tutto era a posto, che dovevo tornare alla vita normale e al mio lavoro. La settimana appena passata sono stata ufficialmente al lavoro, che poi abbia fatto molto poco è un'altra cosa. Ho passato tre mattinate in ospedale e venerdi è stato uno dei giorni più pesanti fino ad ora.

Giovedi sera ho improvvisamente sentito un dolore tremendo alla base della nuca, un nuovo dolore, diverso dagli altri che ormai si alternano da un mese a questa parte, nessuna idea di come fosse cominciato ma mi sono bloccata, non potevo più muovere la testa ed il mal di testa si era espanso a tutta la calotta, stava lì come un cappello, la notte verso venerdi è stato un lungo incubo. Malgrado i diversi cuscini a disposizione non sono riuscita a trovare una posizione che eliminasse il dolore. Sono arrivata all'ospedale venerdi mattina priva di forze, con la testa bloccata e le lacrime agli occhi. Il mio bello doveva assolutamente andare in ufficio, mi ha lasciato all'entrata dell'ospedale con l'accordo che poi sarebbe passato a riprendermi verso l'ora di pranzo dopo la visita.

Non so con quali forze sono riuscita a trascinarmi fino al reparto prelievi e poi lì sono crollata. Mi hanno messo su un lettino, dato dei liquidi con gli zuccheri, preso il sangue e fatto riposare in una saletta fino alle 11 quando poi mi sono trascinata all'altro reparto per la visita medica. La visita è stata la peggiore fatta finora. Ho incontrato un nuovo medico, lui e l'infermiera si sono messi a lavorare sulla ferita, aspirato qualcosa, bruciato qualcos'altro, messo degli antibatterici e discusso su quale fosse la cosa migliore da fare se cercare di chiuderla o lasciarla aperta, hanno optato per lasciarla aperta. Poi d'improvviso, come se prima non l'avesse notata, il medico mi chiede "E qui che hai fatto con questa lunga cicatrice?". Come detto venerdi era una giornata pessima e alla sua domanda ho risposto con uno sguardo incredulo, evidentemente era riuscito a leggerlo "non ho fatto in tempo a leggere la tua cartella" mi dice. Non potevo crederci, lui non aveva nessuna idea del perché io fossi lì, mi sentivo malissimo. Gli ho accennato che avevo fatto il prelievo due ore e mezzo prima "ah sì?" dice lui "come mai?". Gli ho spiegato che l'aveva ordinato uno dei suoi tanti colleghi che ho incontrato durante questi giorni, che solo un mese fa ero stata operata per una grave infezione, ecco il motivo della cicatrice, e che ora la ferita era infettata e dato la gravità del mio caso bisogna controllare l'infezione della ferita in modo da evitare il rischio di diffusione verso l'interno. Riesce a trovare i risultati delle analisi e constata che i valori dell'infezione si sono alzati ulteriormente, mi dice che non è un buon segno e che è meglio che torni lì all'ospedale anche lunedi (domani) per un nuovo controllo. A me il funzionamento di questa sanità sembra sempre più strano, speriamo di cavarmela!

Venerdi pomeriggio lo passo sul divano a causa dei dolori alla testa, la sera mi prende quasi una crisi di panico al pensiero che possa essere un batterio che stia attaccando il cervello, sto diventanto pazza! Decido di resistere fino a sabato per poi eventualmente andare al pronto soccorso. La notte va un po' meglio, la crisi di panico passa e la mattina di sabato mi sembra di essere più tranquilla, riesco a trovare una posizione per la testa che mi evita il dolore, mi dico che devo resistere che poi passerà e decido di restare a casa. Passo la giornata sul divano e così faccio anche oggi ed ecco quello che vedo da quella posizione 😃...la neve è quasi sparita.

Vista dal divano :-)

Domani 9.30 ho un appuntamento alla cieca con un medico, non so chi sarà e non so cosa succederà, spero solo che la mia situazione non sia peggiorata perché non so se sia più faticoso convivere con i dolori o con i tanti pensieri!

giovedì 16 febbraio 2017

Scombussolamento di piani

Questa malattia proprio non ci voleva! Prima stavamo prendendo velocità per il nostro trasferimento. Avevamo trovato un appartamento che ci interessava, perfetto il luogo, il numero di stanze e il grande terrazzo, e a febbraio avevamo pensato di fare un salto nella "nuestra isla favorita" per guardarlo e magari fare un passo verso l'acquisto.

Poi è successo quello che è successo, se ricordo bene subito dopo l'operazione, mentre quando ancora ero in ospedale, abbiamo accennato al nostro progetto, solo tre giorni prima eravamo gasati, si va! Ma poi confusi ed increduli di quello che era successo ci siamo un po' fermati, non sapevamo più cosa pensare, certo quel viaggio a febbraio non si sarebbe più fatto ma più di quello non ci siamo detti. E ancora oggi non ne parliamo.

Stanotte sveglia per i dolori e per tutto quello che colava dalla ferita ho ripensato ai nostri progetti, ripensavo a quando solo un mese fa scherzando dicevo al mio bello "dobbiamo andarcene prima che questa Svezia ci ammazzi" dicevo proprio così e con "questa Svezia" mi riferivo alla sanità svedese! Gli ultimi tre anni a causa di una stanchezza inspiegabile ho avuto a che fare con la sanità svedese e ho capito che qualcosa non va. Ora mi trovo nella situazione che "questa Svezia" mi stava veramente ammazzando e per ora, malgrado vorrei altro, sono incastrata qui e chissà per quanto ancora. Non so, magari ho solo avuto sfortuna e sarebbe andata così ovunque, ma io non riesco a togliermi dalla testa che la sanità di base qui faccia cilecca.

Però un altro progetto siamo riusciti a concluderlo. Prima dell'operazione avevamo cominciato a riflettere sul cambiare la macchina, io ostile per la mia idea che ormai conoscete, il desiderio di una vita senza macchina e lui super positivo che la macchina dobbiamo averla se vogliamo continuare a vivere come facciamo, pensa dover affrontare quello che stiamo affrontando senza una macchina a disposizione, ma allora, quattro settimane fa non ci pensavo. E naturalmente è andata che abbiamo ordinato una nuova macchina. E ieri, giorno della consegna, siamo tornati a casa con la nostra nuova macchina...ed un nuovo mazzo di tulipani che il rivenditore mi ha regalato congratulandosi per l'acquisto.

Fiori per la macchina

Ed il primo giro è stato naturalmente all'ospedale, ci siamo andati direttamente dopo averla ritirata, non mi sono neanche goduta il giro che stavo solo lì a pensare alla mia ferita che perdeva, alla camicia imbrattata, chissà se il rivenditore si era accorto di qualcosa, al mal di testa, mal di collo e pregavo che mi ricevessero presto. Così non ho avuto neanche il tempo di pensare che sedevo per la prima volta nella nostra nuova macchina, che questa macchina ci accompagnerà per molti anni e chissà quante altre avventure, e speriamo siano belle!

mercoledì 15 febbraio 2017

Altri due giri...

...all'ospedale, ieri e oggi. Le cose non vanno così bene come speravo. Oggi anche il medico e l'infermiera erano dispiaciuti per la mia situazione...insomma gli facevo pena 😡. Ormai sono di casa lì, ieri ci ho passato quattro ore ed oggi tre, conosco un bel po' di medici ed infermiere dal momento che incontro sempre nuovi a seconda di chi è di turno quando arrivo.

L'ospedale di Kristianstad

Comunque quello che è successo è che il collo si è gonfiato e ho dolori tremendi. Così ieri arrivata all'ospedale il medico di turno ha deciso di riaprire la ferita del drenaggio per vedere se si era accumulato del liquido lì sotto. Mi hanno addormentato la parte e poi hanno inciso. In quel momento tutto sembrava essere a posto. Mi hanno fatto un prelievo del sangue e poi ho spettato più di un'ora per parlare con un altro medico. Poi mi hanno mandato a casa.

Ieri sera non mi sentivo molto bene, avevo la febbre, il che mi ha messo un po' di preoccupazione dal momento che il chirurgo mi aveva detto che se fosse venuta la febbre allora dovevo andare all'ospedale. Comunque sia ho deciso di aspettare fino ad oggi, insomma mi avevano visto e controllato solo poche ore prima, cosa poteva succedere??

Poi oggi la ferita ha cominciato a buttare come non mai, sono andata all'ospedale per farla controllare ed il medico di turno ha constatato che c'è un'infezione, porca miseria!! Mi sembrava dubbioso sul fatto che il suo collega avesse deciso di riaprirla ma ormai era fatto per cui ora si trattava di rimediare alla situazione. E così da oggi pomeriggio ho ricominciato con gli antibiotici, per 10 giorni, il che non mi fa felice dal momento che durante le altre settimane di antibiotici ho avuto molti problemi con la pancia. Venerdi torno in ospedale, prelievo del sangue la mattina presto e poi resto lì fino alle 11.15 quando ho un appuntamento con il medico, insomma altre ore da passare in ospedale, mi porterò da leggere e magari trovo anche un divano comodo dove fare una dormitina 😔. In tutto questo, mangio poco, la notte dormo male, ho la ferita che tira, il collo che mi fa male, la deglutizione che mi da dolori e sto storta il che fa che mi contraggo e mi vengono dolori tremendi alla cervicale e testa. A quasi un mese dall'operazione sembra che la strada da percorrere per un recupero completo sia ancora lunga. Ho letto i vostri commenti sul fatto che il recupero dovrebbe esserci in meno di due anni, lo spero, e ho chiesto di nuovo ai medici. Quello che mi dicono è che ci vorrà intorno ad un anno perchè la ferita sul collo possa diventare morbida ed elastica e che il collo possa tornare ad essere flessibile, i problemi con la deglutizione possono durare mesi e per la sensibilità, che ora non ho nella parte sinistra del collo, ci possono volere fino a due anni, hanno dovuto andare molto in profondità nel collo, tagliare molti tessuti, un muscolo e dei nervi per cui ci vuole tempo perché tutto torni vicino a come era prima. Mi consigliano di non prendere il sole sulle ferite per almeno due anni...stiamo programmando di visitare la Norvegia durante le vacanze estive che io non ci sono mai stata e se abbiamo fortuna becchiamo il brutto tempo, così non mi devo preoccupare per le ferite 😃.

Insomma ragazzi, non ho niente di divertente da raccontarvi, sto cercando di gestire la situazione e cercando di non buttarmi troppo giù! Non penso neanche al giardino! Però avete visto che sole?! In questi giorni freddi è stupendo, peccato che io non possa godermelo.

Amo i vostri commenti :-)

Linkwithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...